Linda di Chamounix

di Gaetano Donizetti

Opera di Firenze
Opera di Firenze
http://www.operadifirenze.it

Firenze
  • gennaio 2021
    15
    venerdì
    20:00 > 23:00
    3 ore

Non disponibile in italiano
When Donizetti composed Linda di Chamounix in 1841, his name was internationally famous, so much so that in Vienna he was commissioned to perform the opera that would have represented the most important of the program of the Porta Carinzia Theater of that Season. The subject, put into verse by Gaetano Rossi, is inspired by the Grâce de Dieu ou la nouvelle Fanchon by Adolphe d'Ennery and Gustave Lemoine, a rather unlikely feuilleton even to Donizetti but which is perfectly suited to its purpose: to please the Habsburg court with a work devoid of political implications but based exclusively on good feelings and the celebration of the virtue of the protagonist. Linda di Chamounix is ​​a semi-serious work, a genre that mixes, between pathos and irony, elements and characters characteristic of the two major genres with the inevitable happy ending. At the center of the action is a beautiful and virtuous girl, Linda, in love with Viscount Charles but threatened by his uncle, the Marquis of Boisfleury. As tradition has it, there is are misunderstandings, acknowledgments and twists (among them also a scene of madness, a Donizetti specialty), but in the end, as the saying goes, "all is well that ends well" and the peace found among the two young people reunited joyfully closes the opera.

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Linda di Chamounix

Interpreti

Stampa e Recensioni

Operaclick
Fabrizio Moschini
Firenze - Teatro del Maggio Musicale Fiorentino: Linda di Chamounix
Nel pieno della sua maturità artistica, Jessica Pratt possiede uno strumento che negli anni è irrobustito al centro senza perdere niente dell'estrema facilità con cui si sale fino ad emettere spettacolari acuti e sovracuti, tutti ben sostenuti e penetranti...anche la personalità interpretativa del soprano australiano si è affinata con il tempo e il fraseggio è sempre stato di rango, qui particolarmente eloquente nei duetti. La scena della pazzia è sobria e intensa al tempo stesso, senza divistici eccessi temperamentali, ma con puntuali e pirotecniche variazioni nella ripresa.
Teatro.it
Gilberto Mion
Una Jessica Pratt tenera e avvincente inaugura in streaming con “Linda di Chamounix” la Stagione del Maggio Musicale Fiorentino
A cominciar dalla ragguardevole presenza di Jessica Pratt, che delinea una Linda dal profilo tenero ed avvincente: morbida nel tessuto vocale, prodiga di sfumature, incantevole nell'eloquio melodico, sempre scintillante negli acuti e nitida nelle colorature. Scorgiamo qualche esitazione nella celebre tyrolienne d'ingresso “O luce di quest'anima”, vera e propria cabaletta; subito però la sua prestazione prende le ali, in un crescendo inarrestabile che sfocia in una superba resa della scena della pazzia – molto diversa da altre scritte da Donizetti - dove centra tutto il possibile. Senza enfasi teatrale, senza una svista vocale, veleggiando soave sul versante più lirico.
Connessi all'opera
Giancarlo Arnaboldi
Firenze, Teatro del Maggio – Linda di Chamounix
Jessica Pratt ha tutto per essere vocalmente una Linda eccezionale. Bel legato, sopracuti limpidi e fiammeggianti, dizione accurata. Eseguendo per esteso la scena della pazzia (che Donizetti considerava fra le migliori che avesse mai composto), compresa la sensazionale cavatina presente nell’edizione viennese “Nel silenzio della sera” di solito tagliata nelle esecuzioni tradizionali, raggiunge vertici espressivi commoventi.
apemusicale
Francesco Lora
Porta socchiusa su Linda
Jessica Pratt, nella parte eponima, è un lampasso di seta a ogni tornitura di frase e un diamante all’interpolazione di ogni nota sopracuta; possiede il segreto della vera primadonna romantica all’italiana: quanto più esibisce risorse sovrumane, tanto più sa apparire cordiale, radiosa, virginale, semplice, come se tanto bendidìo fosse un’ovvietà.

Composizione

Linda di Chamounix

Libretto scritto in italian da Gaetano Rossi, messo in scena la prima volta di mercoledì il 18 maggio del 1842

Gaetano Donizetti

Breve biografia del compositore
Domenico Gaetano Maria Donizetti (Bergamo, 29 novembre 1797 – Bergamo, 8 aprile 1848) scrisse più di settanta opere, oltre a numerose composizioni di musica sacra e da camera. Le opere del Donizetti oggi più sovente rappresentate nei teatri di tutto il mondo sono L'elisir d'amore, la Lucia di Lammermoor e il Don Pasquale. Con frequenza sono allestite anche La fille du régiment, La Favorite, la Maria Stuarda, l'Anna Bolena, la Lucrezia Borgia e il Roberto Devereux. Nato a Bergamo il 29 novembre 1797, fu ammesso alle lezioni caritatevoli di musica tenute da Giovanni Simone Mayr e Francesco Salari. Fu proprio il Mayr ad aprire all'allievo prediletto le possibilità di successo, curandone prima la formazione e affidandolo poi alle cure di Stanislao Mattei. A Bologna, dove proseguiva gli studi musicali, il Donizetti scrisse la sua prima opera teatrale, Il Pigmalione. La rappresentazione "Enrico di Borgogna" a Venezia nel 1818, segnò il suo esordio teatrale. Firmato nel 1827 un contratto con l’impresario Domenico Barbaya, Donizetti si stabilì a Napoli, raggiungendo il grande successo con "Anna Bolena" ed "Elisir d’Amore". Nel 1829 era stato nominato direttore dei Teatri Reali di Napoli e, nel 1834, accettò la Cattedra di Composizione al Conservatorio della stessa città. Nel 1832, alla morte di Vincenzo Bellini, nonostante l'antipatia dimostrata in vita nei confronti del musicista, Donizetti gli dedicò una Messa da Requem. Nel 1835, Donizetti fece rappresentare a Napoli la "Lucia di Lammermoor" e, mentre la vita professionale del compositore andava a gonfie vele, venne colpito da una serie di lutti: in pochi mesi morirono il padre, la madre e la seconda figlia. Donizetti interruppe ogni sua attività in Italia per recarsi a Parigi, su consiglio di Gioachino Rossini. Nonostante la sfortuna continuasse a perseguitare il musicista con la morte della moglie e di un'altra figlia, Gaetano Donizetti curò il dispiacere e la solitudine componendo in pochi anni "Don Pasquale", "Don Sebastiano del Portogallo", "Linda di Chamounix", "Maria di Rohanna" e il "Conte di Chalais". Nel 1842 ricevette a Vienna l’ambita nomina di Maestro di Cappella di Corte, ma la sua salute, peggiorò sempre di più ed alla fine fu internato nel manicomio di Ivry-sur-Seine. Nel 1847, Donizetti,trasportato a Bergamo, fu accolto dai baroni Basoni Scotti, che lo assistettero fino alla morte, sopravvenuta l'8 Aprile 1848.
Jessica ha già figurato nelle seguenti opere dallo stesso compositore:

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