Tancredi

di Gioacchino Rossini

Opéra de Lausanne http://www.opera-lausanne.ch/en/home.html

Lausanne
  • Direttore Dantone
  • Regia Emilio Sagi
  • marzo 2015
    20
    venerdì
    20:00 > 23:00
    3 ore
  • marzo 2015
    20
    venerdì
    20:00 > 23:00
    3 ore
  • marzo 2015
    25
    mercoledì
    20:00 > 23:00
    3 ore
  • marzo 2015
    27
    venerdì
    20:00 > 23:00
    3 ore
  • marzo 2015
    29
    domenica
    20:00 > 23:00
    3 ore
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Tancredi

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Laura Servidei
Rossini trionfante: Daniela Barcellona guida un raffinato ed emozionante Tancredi in Valenzia
Questa recensione si riferisce a Tancredi al Palau de les Artes.
Amenaide, cantata da Jessica Pratt, è una creatura più eterea, sopraffatta dagli eventi e incapace di navigarli al punto di non riuscire a spiegarsi a Tancredi e convincerlo di non averlo tradito. La voce della Pratt era in forma eccellente con le caratteristiche giuste per Amenaide: una certa brillantezza algida e pura, forti e potenti sovracuti, precisione e agilità nella coloratura fino al punto da assomigliare ad una Regina della Notte. Tutto questo ha contribuito ad un convincente personaggio tridimensionale, la cui innocenza è palesata come un brillante di fronte ai dubbi e le accuse di tutti. I suoi sovracuti davvero spettacolari e la sua interpretazione emozionante e carica di trasporto. L'aria e la cabaletta dal secondo atto, un vero viaggio attraverso l'anima di Amenaide, dove la Pratt ci ha guidato attraverso il dolore e la disperazione verso la gioia e la speranza.
Atticus's Blog
"TANCREDI" (Gioachino Rossini) - Palau de les Arts - 06/23/17
Questa recensione si riferisce a Tancredi al Palau de les Artes.
...ieri ancor di più, l'esibizione di belcanto allo stato puro offerta da Jessica Pratt è stata sublime. Era la prima volta che il soprano saliva sul palco principale de "Les Artes" per cantare un opera, dopo una apparizione fugace nell'infausto Auditorio nel 2015 con il Davidde Penitente Mozartiano, da cui avevamo avuto buone sensazioni ma nulla a che vedere con la lezione di maestria della scorsa notte. Jessica Pratt ci ha abbagliato con una brillantezza vocale spettacolare, uno strapotere incontestabile nella zona acuta e una linea di canto squisita e raffinata, producendo suoni delicati ed eterei senza che per questo la voce perdesse presenza o corpo. Un canto raffinato adornato di elegante controllo (sensazionali, per esempio, i pianissimi in Giusto Dio che umile adoro); una coloratura incontaminata, in cui ogni nota è collocata al suo posto con perfetta rifinitura; ogni mordente, ogni trillo; ogni picchiettato; ogni appunto sulla partitura si è percepito perfettamente, trasformato in quei suoni celestiali che ci ha offerto ieri il soprano australiano.
IN FERNEM LAND
Joaquim
Les arts 2016/2017: Tancredi (Barcellona-Pratt-Shi-Spagnoli; Sagi_Abbado)
Questa recensione si riferisce a Tancredi al Palau de les Artes.
Jessica Pratt, il soprano inglese (Bristol 1979) residente in Australia che sta diventando una delle belcantiste di riferimento dei giorni nostri, ha cantato Amenaide sfidando una così ispirata Barcellona, offrendoci una replica straordinaria, che ha sospeso la sensazione fisica di spazio e tempo, nel secondo atto con l'aria "che Dio Giusto adorano umile." Pratt possiede una voce bella, chiara e penetrante da lirico leggero, sia sul registro acuto che sovracuto, di una precisione esplosiva. Ma quello che mi è piaciuto di più della sua performance è stato proprio questo suo dominio del canto e controllo del pubblico. Solo i più grandi artisti sono in grado di imporre il silenzio. Quel silenzio che si avverte imponente quando un cantante distribuisce le sue pause ad un teatro tutto assolutamente ai suoi piedi. Lo ha fatto con grande sensibilità, con musicalità attenta e chiara, con una tecnica abbagliante, con ornamentazioni, trilli e scale al servizio dell'emozione. Stratosferica in coppia con Tancredi, in una alternanza gioiosa di bellezza al servizio del canto. Belcanto, il più puro, il più bello.

el Periodico - EFE
Joan Castelló
Daniela Barcellona e Jessica Pratt, un duo quasi perfetto per "Tancredi"
Questa recensione si riferisce a Tancredi al Palau de les Artes.
L'ottima performance sia del mezzo Barcellona sia del soprano Pratt si aggiunge alla direzione musicale appassionata e coraggiosa di Roberto Abbado... Non da meno il soprano inglese Jessica Pratt, con voce accattivante e agilità meravigliose, nei panni di un Amenaide che lotta contro le avversità... Pratt conquista chiaramente il favore del pubblico con il virtuosismo con cui ha cantato arie e cavatine come "Più dolci e placide" e "No, Che Non è Il morire", oltre che bellissimi duetti con Daniela Barcellona. Le due protagoniste si sono battute con coraggio contro gli ottoni visti i ruoli di grande requisito vocale. Hanno offerto momenti suggestivi in ?cui, prima di ogni altra cosa, si è evidenziata la bellezza delle loro voci.
Diari La Veu
Sixto Ferrero
Il Tancredi de Les Arts s'impone sugli imprevisti e la scena
Questa recensione si riferisce a Tancredi al Palau de les Artes.
Il soprano Jessica Pratt ci aveva già dato piccoli assaggi delle sue abilità due anni fa quando ha fatto un breve comparsa per Davidde Penitente di Mozart. Venerdì ha assunto il ruolo di Amenaide e lo ha fatto con un omogeneità di timbro su tutti i registri e una proiettata posizione vocale. L'inglese ha ricevuto una delle ovazioni più forti prima delle consegne, mantenendo la qualità per tutta l'opera, e rifinendo di enfasi ed eleganza, arie d'estrema difficoltà. Se si dovesse fare una classifica, ora che la stagione volge al termine, Pratt è senza dubbio la gran trionfatrice.
Valencia Plaza
Rosa Solà
La voce, che valore insostituibile
Questa recensione si riferisce a Tancredi al Palau de les Artes.
...[Jessica Pratt] ben presto ha preso le redini, ed ha affrontato con dramma e credibilità le temibili sfide imposte da Rossini. Le agilità superate senza problemi, lo stesso dicasi per i legati. Con Barcellona hanno navigato fra i numeri più agitati così come quelli più poetici. In definitiva: il pubblico ha goduto di due artisti consumati che hanno unito una tecnica impeccabile alla profonda conoscenza della lingua rossiniana.

docenotas.com
Antonio Gómez Schneekloth
Un finale di stagione squisito
Questa recensione si riferisce a Tancredi al Palau de les Artes.
È stato un momento di grande profondità emotiva interpretato da Daniela Barcellona (Tancredi) e una superba Jessica Pratt (Amenaide), sottolineata dall'orchestra e dal suo direttore Roberto Abbado con un impressionante pianissimo che ha portato al silenzio, vale a dire la morte.
Platea Magazine
Alejandro Martínez
Il "Tancredi" di Rossini chiude la stagione 16/17 del Palau de les Artes
Questa recensione si riferisce a Tancredi al Palau de les Artes.
...al suo fianco ha brillato l'Amenaide di Jessica Pratt, cantante all'altezza che convince da tutti i punti di vista per la competenza tecnica con cui amministra i suoi mezzi. Sulla linea di Mariella Devia, il soprano Australiano offre un emissione pura e un canto limpido e preciso...
El Cultural
Arturo Reverter
Tancredi, un Rossini inedito al Palau
Questa recensione si riferisce a Tancredi al Palau de les Artes.
Amenaide è la giovane e fresca Jessica Pratt, con timbro argenteo e facile coloratura.

Composizione

Tancredi

Libretto scritto in italian da Gaetano Rossi, messo in scena la prima volta di sabato il 06 febbraio del 1813
Jessica ha già figurato in quest'opera per:

Gioacchino Rossini

Breve biografia del compositore
La prima parte della sua vita fu come uno dei suoi celeberrimi, travolgenti crescendo (compose la prima opera all'età di quattordici anni); poi - come per iniziare una seconda esistenza - vennero il precoce ed improvviso abbandono del teatro, la depressione e il ritiro nella pace della campagna parigina di Passy, con molte pagine di musica ancora da scrivere. Nato a Pesaro il 29 febbraio 1792, tre mesi dopo la morte di Wolfgang Amadeus Mozart, il Cigno di Pesaro - come fu definito[2] - impresse al melodramma uno stile destinato a far epoca e del quale chiunque, dopo di lui, avrebbe dovuto tener conto; musicò decine di opere liriche senza limite di genere, dalle farse alle commedie, dalle tragedie alle opere serie e semiserie. La sua famiglia era di semplici origini: il padre Giuseppe - detto Vivazza (morto il 20 aprile 1839) - fervente sostenitore della Rivoluzione francese, era originario di Lugo (Ravenna) e suonava per professione nella banda cittadina e nelle orchestre locali che appoggiavano le truppe francesi d'occupazione; la madre, Anna Guidarini, era nata ad Urbino ed era una cantante di discreta bravura. In ragione delle idee politiche del padre, la famiglia Rossini fu costretta a frequenti trasferimenti da una città all'altra tra Emilia e Romagna. Così il giovane Rossini trascorre gli anni della giovinezza o presso la nonna o in viaggio fra Ravenna, Ferrara e Bologna dove il padre era riparato nel tentativo di sfuggire alla cattura dopo il restauro del governo pontificio. Dal 1802 la famiglia vive per qualche anno a Lugo; qui Gioachino apprende i primi rudimenti di teoria musicale nella scuola dei fratelli Malerbi. Successivamente la famiglia si trasferisce a Bologna. Ed è proprio nella città felsinea che Rossini inizia lo studio del canto (fu contralto e cantore all'Accademia filarmonica), del pianoforte e della spinetta presso il maestro Giuseppe Prinetti. Nel 1806, a quattordici anni, si iscrive al Liceo musicale bolognese, studia intensamente composizione appassionandosi alle pagine di Haydn e di Mozart (è in questo periodo che si guadagna l'appellativo di tedeschino), mostrando grande ammirazione per le opere di Cimarosa e scrive la sua prima opera (Demetrio e Polibio, che sarà rappresentata però soltanto nel 1812). Conosce Isabella Colbran, cantante lirica, maggiore di età, che sposerà a Castenaso il 16 marzo 1822 e da cui si separerà intorno al 1830.

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