Recital

Théâtre du Capitole de Toulouse
Théâtre du Capitole
https://www.theatreducapitole.fr

Toulouse
  • novembre 2019
    09
    sabato
    20:00 > 22:00
    2 ore
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Recital

Programma
  • Ne ornerà la bruna chioma

    di Gaetano Donizetti
  • La Gondola

    di Gaetano Donizetti
  • Malinconia, ninfa gentile

    di Vincenzo Bellini
  • La Ricordanza

    di Vincenzo Bellini
  • Ad una stella

    di Giuseppe Verdi
  • Lo spazzacamino

    di Giuseppe Verdi
  • Paraphrase de concert sur Rigoletto

    di Franz Liszt
  • Ah! non credea mirarti... Ah! non giunge

    taratto da La Sonnambula di Vincenzo Bellini
  • Befreit op. 39 n°4

    di Richard Strauss
  • Ich schwebe op. 48 n°2

    di Richard Strauss
  • Morgen op. 27 n°4

    di Richard Strauss
  • Amor op. 68 n°5

    di Richard Strauss
  • Chère Nuit

    di Alfred Bachelet
  • Villanelle

    di Eva dell’Acqua
  • A Vos Jeux, Mes Amis

    di Ambroise Thomas

Stampa e Recensioni

Connessi all'Opera
Francesco Bertini
Gala lirico L’Opera per la vita
Questa recensione si riferisce a L'Opera per la Vita al Associazione Lirica Trevigiana.
La sua prova appare maiuscola, in particolare per quanto attiene l’utilizzo sempre fluido e naturale dei registri acuto e sopracuto, la rotondità della zona centrale e l’attento dosaggio delle sfumature, tanto rilevanti in “Ah, non credea mirarti… Ah! Non giunge” da La sonnambula di Bellini e nell’ampio finale del primo atto della Traviata, dove il soprano investe appieno i propri mezzi per tornire compiutamente i cangianti stati d’animo di Violetta.

Brani

Ne ornerà la bruna chioma

di Gaetano Donizetti
Testo
Maggior di nostra speme oggi campagne disperdan le selve, a' patrii tetti parte sen rechi e se ne serbi parte in dono agli stranieri. Ampio da lor riporterem tesoro delle dovizie che al possente duce il lontano da noi mondi produce. Nè ornerà la bruna chioma qualche gemma rilucente, che a guerrieri dell'Oriente più bel sol pingendo va. E la figlia del deserto, abbellita da quel serto, qualche grazia agl'occhio loro, qualche vezzo acquisterà. Caro bene, al tuo cospetto vani fregi io non desio. Bella sol dell'amor mio, nel tuo seno volerò. Se tu m'ami o mio diletto, ogni bella io vincerò.

La Gondola

di Gaetano Donizetti
Testo
Meco in barchetta celere Scendi, leggiadra Clori. Vieni, cerchiamo ai zeffiri Conforto degli ardori Che riscaldano il dì. Vieni, già l'onda tremola È specchio della luna, E come l'aure baciano La placida laguna Te bacieran così. Vieni, e il tuo crin nerissimo In preda all'aure ondeggi, E del mio core il palpito Coll'ondeggiar pareggi, Se pareggiar si può. Vedrai nel cielo limpido Brillar lucenti stelle, A cui due luci fulgide Iddio creò sorelle, E il tuo bel viso ornò. Scendi, vezzosa Cloride, E me vedrai beato, E in estasi soavissima Di te seduto a lato Mi pascerò d'amor. E la tua destra candida Al petto mollemente Fa che mi possa premere, E il palpito frequente Intenda del mio cor.

Malinconia, ninfa gentile

di Vincenzo Bellini
Testo
Malinconia, Ninfa gentile, la vita mia consacro a te; i tuoi piaceri chi tiene a vile, ai piacer veri nato non è. Fonti e colline chiesi agli Dei; m'udiro alfine, pago io vivrò, né mai quel fonte co' desir miei, né mai quel monte trapasserò.

La Ricordanza

di Vincenzo Bellini
Testo
Era la notte, e presso di Colei Che sola al cor mi giunse e vi sta sola, Con quel pianger che rompe la parola, Io pregava mercede a martir miei. Quand' Ella, chinando gli occhi bei, Disse (e il membrarlo sol me, da me invola): Ponmi al cor la tua destra, e ti consola: Ch'io amo e te sol' amo intender dei, Poi fatta, per amor, tremante e bianca, In atto soävissimo mi pose La bella faccia sulla spalla manca. Se dopo il dole assai più duol l'amaro; Se per me nullo istante a quel rispose, Ah! quant' era in quell' ora il morir caro!

Ad una stella

di Giuseppe Verdi
Testo
Bell'astro della terra, Luce amorosa e bella, Come desia quest'anima Oppressa e prigioniera Le sue catene infrangere, Libera a te volar! Gl'ignoti abitatori Che mi nascondi, o stella, Cogl'angeli s'abbracciano Puri fraterni amori, Fan d'armonie cogl'angeli La spera1 tua sonar. Le colpe e i nostri affanni Vi sono a lor segreti, Inavvertiti e placidi Scorrono i giorni e gli anni, Nè mai pensier li novera, Nè li richiama in duol. Bell'astro della sera, Gemma che il cielo allieti, Come alzerà quest'anima Oppressa e prigioniera Dal suo terreno carcere Al tuo bel raggio il vol!

Lo spazzacamino

di Giuseppe Verdi
Testo
Lo spazzacamin! Son d'aspetto brutto e nero, Tingo ognun che mi vien presso; Sono d'abiti mal messo, Sempre scalzo intorno io vo. Ah! di me chi sia più lieto Sulla terra dir non so. Spazzacamin! Signori, signore, lo spazzacamin Vi salva dal fuoco per pochi quattrin. Ah! Signori, signore, lo spazzacamin! Io mi levo innanzi al sole E di tutta la cittade Col mio grido empio le strade E nemico alcun non ho. Ah, di me chi sia più lieto Sulla terra dir non so. Spazzacamin! Signori, signore, lo spazzacamin Vi salva dal fuoco per pochi quattrin. Ah! Signori, signore, lo spazzacamin! Talor m'alzo sovra i tetti, Talor vado per le sale; Col mio nome i fanciuletti Timorosi e quieti io fo. Ah, di me chi sia più lieto Sulla terra dir non so. Spazzacamin! Signori, signore, lo spazzacamin Vi salva dal fuoco per pochi quattrin. Ah! Signori, signore, lo spazzacamin!

Paraphrase de concert sur Rigoletto

di Franz Liszt
Non disponibile in italiano
The 'Paraphrase de concert sur Rigoletto, S. 434' is a concert piece composed by Franz Liszt at some point between the years 1855 and 1859. It is based on the famous opera by Verdi (specifically on Act III, no. 18: "Bella figlia dell'amore"), and catalogued as S. 434, LW.A 187, and R. 267. The Paraphrase was first published in 1860 in Hamburg and Leipzig by Schuberth & Co. The first noted performance of this works dates from 1862, but it is not certain that it was the premiere.

Ah! non credea mirarti... Ah! non giunge

tratto da La Sonnambula di Vincenzo Bellini
Non disponibile in italiano
While sleepwalking, Amina prays for Elvino and then sings her sorrow. She remembers the engagement ring that he took from her when he believed she was unfaithful to him.
Testo
Ah,non credea mirarti si presto estinto, o fiore; passasti al par d'amore, che un giorno sol(o) duro. Potria novel vigore il pianto mio recarti ma ravvivar l'amore il pianto mio, ah no, non puo. Ah, non giunge uman pensiero al contento ond'io son piena: a miei sensi io credo appena; tu m'affida o mio tesor. Ah, mi abbraccia, e sempre insieme, sempre uniti in una speme, della terra, in cui viviamo ci formiamo un ciel d'amor.

Befreit op. 39 n°4

di Richard Strauss
Non disponibile in italiano
Dehmel wrote about the poem: I, for my part, had the picture of a man speaking to his dying wife. But, as works of art only aim at arousing human sensations and feelings in rhythmic harmony, I do not mind in the least that the allegory is also conceived of the other way around ... it can also allude to any kind of loving couple. Such mutual elevations of the soul – at least noble souls – apply not only to death, but to any parting for life; for every leave taking is related to death, and what we give up forever, we give back to the world ..
Testo
Du wirst nicht weinen. Leise, leise wirst du lächeln: und wie zur Reise geb' ich dir Blick und Kuß zurück. Unsre lieben vier Wände! Du hast sie bereitet, ich habe sie dir zur Welt geweitet -- o Glück! Dann wirst du heiß meine Hände fassen und wirst mir deine Seele lassen, läßt unsern Kindern mich zurück. Du schenktest mir dein ganzes Leben, ich will es ihnen wiedergeben -- o Glück! Es wird sehr bald sein, wir wissen's beide, wir haben einander befreit vom Leide; so geb' ich dich der Welt zurück. Dann wirst du mir nur noch im Traum erscheinen und mich segnen und mit mir weinen -- o Glück!

Ich schwebe op. 48 n°2

di Richard Strauss
Testo
Ich schwebe wie auf Engelsschwingen, Die Erde kaum berührt mein Fuß, In meinen Ohren hör' ich's klingen Wie der Geliebten Scheidegruß. Das tönt so lieblich, mild und leise, Das spricht so zage, zart und rein, Leicht lullt die nachgeklung'ne Weise In wonneschweren Traum mich ein. Mein schimmernd Aug' -- indeß mich füllen Die süßesten der Melodien, -- Sieht ohne Falten, ohne Hüllen Mein lächelnd Lieb' vorüberziehn

Morgen op. 27 n°4

di Richard Strauss
Non disponibile in italiano
Strauss had met Mackay in Berlin, and set Morgen! to music on 21 May 1894. It was one of his four Lieder Opus 27, a wedding present to his wife Pauline. Initially, he set the accompaniment for piano alone, and for piano with violin. In 1897 he arranged the piece for orchestra with violin solo. "Morgen!" remains one of Strauss's best-known and most widely recorded works. Strauss himself recorded it in 1919 accompanying the tenor Robert Hutt on the piano, and again in 1941 conducting the orchestral version with tenor Julius Patzak and the Bavarian State Orchestra. His last recording of it was 11 June 1947, a live broadcast on radio with Strauss conducting the Orchestra della Svizzera Italiana and soprano Annette Brun.
Testo
Und morgen wird die Sonne wieder scheinen Und auf dem Wege, den ich gehen werde, Wird uns, die Glücklichen, sie wieder einen Inmitten dieser sonnenatmenden Erde ... Und zu dem Strand, dem weiten, wogenblauen, Werden wir still und langsam niedersteigen, Stumm werden wir uns in die Augen schauen, Und auf uns sinkt des Glückes stummes Schweigen ...

Amor op. 68 n°5

di Richard Strauss
Non disponibile in italiano
"Amor" (Cupid) is based on a poem in three stanzas of six lines each, with the incipit "An dem Feuer saß das Kind" (By the fire sat the child)
Testo
An dem Feuer saß das Kind Amor, Amor Und war blind; Mit dem kleinen Flügel fächelt In die Flammen er und lächelt, [Fächle, lächle,]1 schlaues Kind. Ach, der Flügel brennt dem Kind! Amor, Amor Läuft geschwind! "O wie [mich]2 die Glut durchpeinet!" Flügelschlagend laut er weinet; In der Hirtin Schoß entrinnt Hülfeschreiend das schlaue Kind. Und die Hirtin hilft dem Kind, Amor, Amor Bös und blind. Hirtin, sieh, dein Herz entbrennet, Hast den [Schelm du]3 nicht gekennet. Sieh, die Flamme wächst geschwinde. Hüt dich vor dem schlauen Kind!

Chère Nuit

di Alfred Bachelet
Non disponibile in italiano
Alfred Bachelet wrote his best-known song, Chère nuit, for the great Australian coloratura Nellie Melba. This is mélodie at its most opulent and operatic, replete with the lushest Romantic harmonies, rapturous quivering figures in the piano-cum-orchestra, and ecstatic high notes galore. from notes by Susan Youens © 2015
Testo
Voici l'heure bientôt. Derrière la colline je vois le soleil qui décline Et cache ses rayons jaloux ... J'entends chanter l'âme des choses Et les narcisses et les roses M'apportent des parfums plus doux! Chére nuit aux clartés sereines Toi que ramènes le tendre amant Ah! descends et voile la terre De ton mystère calme et charmant. Mon bonheur renaît sous ton aile O nuit plus belle que les beaux jours: Ah! lève-toi pour faire encore Briller l'aurore de mes amours?

Villanelle

di Eva dell’Acqua
Testo
J'ai vu passer l'hirondelle Dans le ciel pur du matin: Elle allait, à tire-d'aile, Vers le pays où l'appelle Le soleil et le jasmin. J'ai vu passer l'hirondelle! J'ai longtemps suivi des yeux Le vol de la voyageuse... Depuis, mon âme rêveuse L'accompagne par les cieux. Ah! ah! au pays mystérieux! Et j'aurais voulu comme elle Suivre le même chemin... J'ai vu passer l'hirondelle, etc.

A Vos Jeux, Mes Amis

di Ambroise Thomas
Testo
A vox jeux, mes amis, permettez-moi de grâce de prendre part! Nul n'a suivi ma trace. J'ai quitté le palais aux premiers feux du jour. Des larmes de la nuit, la terre était mouillée, Et l'alouette, avant l'aube éveillée, Planait dans l'air, ah!... Ah!... Planait dans l'air! Mais vous, pourquoi parler bas? Ne me reconnaissez-vous pas? Hamlet est mon époux, et je suis Ophélie! Un doux serment nous lie. Il m'a donné son cœur en échange du mien, Et si quelqu'un vous dit Qu'il me fuit et m'oublie, etc. N'en croyez rien! Si l'on vous dit qu'il m'oublie, N'en croyez rien; Non, Hamlet est mon époux, et moi, Et moi, je suis Ophélie. S'il trahissait sa foi, j'en perdrais la raison! Partagez-vous mes fleurs! (à une jeune fille) A toi cette humble branche De romarin sauvage. Ah!... Ah!... (à une autre) A toi cette pervenche. Ah!... Ah!... Et maintenant écoutez ma chanson! Pâle et blonde Dort sous l'eau profonde La Willis au regard de feu! Que Dieu garde Celui qui s'attarde Dans la nuit au bord du la bleu! Heureuse l'épouse Aux bras de l'époux! Mon âme est jalouse D'un bonheur si doux! Nymphe au regard de feu, Hélas! tu dors sous les eaux du la bleu! Ah!... ¡Ah!... ¡Ah!... La la la la! La la la la! Ah!... etc. La sirène Passe et vous entraîne Sous l'azur du lac endormi. L'air se voile, Adieu! blanche étoile! Adieu ciel, adieu doux ami! Heureuse l'épouse Aux bras de l'époux! Mon âme est jalouse D'un bonheur si doux! Sous les flots endormis, ah! Pour toujours, adieu, mon doux ami! Ah!... Ah!... Ah!... La la la la, etc. Ah! cher époux! Ah! cher amant! Ah!... Ah!... Ah!... Doux aveu! Ah! tendre serment! Bonheur suprême! Ah! cruel! Je t'aime! Ah!... Ah!... Ah!... Ah! cruel, tu vois mes pleurs! Ah! Pour toi je meurs! Ah!... Ah!... Ah!... je meurs!

Gaetano Donizetti

Domenico Gaetano Maria Donizetti (Bergamo, 29 novembre 1797 – Bergamo, 8 aprile 1848) scrisse più di settanta opere, oltre a numerose composizioni di musica sacra e da camera. Le opere del Donizetti oggi più sovente rappresentate nei teatri di tutto il mondo sono L'elisir d'amore, la Lucia di Lammermoor e il Don Pasquale. Con frequenza sono allestite anche La fille du régiment, La Favorite, la Maria Stuarda, l'Anna Bolena, la Lucrezia Borgia e il Roberto Devereux. Nato a Bergamo il 29 novembre 1797, fu ammesso alle lezioni caritatevoli di musica tenute da Giovanni Simone Mayr e Francesco Salari. Fu proprio il Mayr ad aprire all'allievo prediletto le possibilità di successo, curandone prima la formazione e affidandolo poi alle cure di Stanislao Mattei. A Bologna, dove proseguiva gli studi musicali, il Donizetti scrisse la sua prima opera teatrale, Il Pigmalione. La rappresentazione "Enrico di Borgogna" a Venezia nel 1818, segnò il suo esordio teatrale. Firmato nel 1827 un contratto con l’impresario Domenico Barbaya, Donizetti si stabilì a Napoli, raggiungendo il grande successo con "Anna Bolena" ed "Elisir d’Amore". Nel 1829 era stato nominato direttore dei Teatri Reali di Napoli e, nel 1834, accettò la Cattedra di Composizione al Conservatorio della stessa città. Nel 1832, alla morte di Vincenzo Bellini, nonostante l'antipatia dimostrata in vita nei confronti del musicista, Donizetti gli dedicò una Messa da Requem. Nel 1835, Donizetti fece rappresentare a Napoli la "Lucia di Lammermoor" e, mentre la vita professionale del compositore andava a gonfie vele, venne colpito da una serie di lutti: in pochi mesi morirono il padre, la madre e la seconda figlia. Donizetti interruppe ogni sua attività in Italia per recarsi a Parigi, su consiglio di Gioachino Rossini. Nonostante la sfortuna continuasse a perseguitare il musicista con la morte della moglie e di un'altra figlia, Gaetano Donizetti curò il dispiacere e la solitudine componendo in pochi anni "Don Pasquale", "Don Sebastiano del Portogallo", "Linda di Chamounix", "Maria di Rohanna" e il "Conte di Chalais". Nel 1842 ricevette a Vienna l’ambita nomina di Maestro di Cappella di Corte, ma la sua salute, peggiorò sempre di più ed alla fine fu internato nel manicomio di Ivry-sur-Seine. Nel 1847, Donizetti,trasportato a Bergamo, fu accolto dai baroni Basoni Scotti, che lo assistettero fino alla morte, sopravvenuta l'8 Aprile 1848.

Vincenzo Bellini

Vincenzo Salvatore Carmelo Francesco Bellini (Catania, 3 novembre 1801 – Puteaux, 23 settembre 1835) è stato un compositore italiano, tra i più celebri operisti dell'Ottocento. Le sue opere furono dieci in tutto, più famose e rappresentate sono La sonnambula, Norma e I puritani. Biografia Nato a Catania il 3 novembre 1801 da Rosario Bellini e da Agata Ferlito in un appartamento in affitto di Palazzo Gravina Cruyllas in Piazza San Francesco, Vincenzo fu figlio e nipote d'arte: il nonno Vincenzo Tobia Felice, originario di Torricella Peligna e all'epoca noto compositore di musiche sacre, già attivo a Petralia Sottana, fu scritturato da Ignazio Paternò Castello e pertanto si trasferì a Catania in via Santa Barbara. Il piccolo Vincenzo dimostrò precocemente un interesse nei confronti della musica e intorno all'età di 14 anni si trasferì a studiare dal nonno il quale ne intuì l'alta predisposizione verso la composizione. Intorno al 1817 la sua produzione si fa particolarmente intensa, per convincere il senato civico ad ottenere una borsa di studio per il perfezionamento da effettuarsi al Real Collegio di Musica di San Sebastiano, con una supplica datata al 1818. Nel 1819 ottenne la borsa di 36 onze annue grazie all'interesse dell'intendente del Vallo, il duca di Sammartino. Partì da Messina, ospite dello zio padrino Francesco Ferlito, il 14 giugno e giunse al porto di Napoli dopo cinque giorni di tempesta, scampando fortunosamente ad un naufragio. A Napoli fu allievo di Giacomo Tritto, ma conosciuto Nicola Antonio Zingarelli preferì seguire quest'altro, il quale lo indirizzò verso lo studio dei classici e il gusto per la melodia piana ed espressiva, senza artifici e abbellimenti, secondo i dettami della scuola musicale napoletana. Tra i banchi del conservatorio ebbe come condiscepoli Saverio Mercadante ed il musicista patriota Piero Maroncelli, ma soprattutto conobbe il calabrese Francesco Florimo, la cui fedele amicizia lo accompagnerà per tutta la vita e dopo la morte, allorché Florimo diventerà bibliotecario del conservatorio di Napoli e sarà tra i primi biografi dell'amico prematuramente scomparso. In questo periodo Bellini compose musica sacra, alcune sinfonie d'opera e alcune arie per voce e orchestra, tra cui la celebre Dolente immagine il cui testo è attribuito alla sua fiamma di allora, Maddalena Fumaroli, opera oggi nota solo nelle successive rielaborazioni per voce e pianoforte. Nel 1825 presentò al teatrino del conservatorio la sua prima opera, Adelson e Salvini, come lavoro finale del corso di composizione. L'anno dopo colse il primo grande successo con Bianca e Fernando, andata in scena al teatro San Carlo di Napoli col titolo ritoccato in Bianca e Gernando per non mancare di rispetto al principe Ferdinando di Borbone. L'anno seguente il celebre Domenico Barbaja commissionò a Bellini un'opera da rappresentare al Teatro alla Scala di Milano. Partendo da Napoli, il giovane compositore lasciò alle spalle l'infelice passione per Maddalena Fumaroli, la ragazza che non aveva potuto sposare per l'opposizione del padre di lei, contrario al matrimonio con un musicista. Sia Il pirata (1827) che La straniera (1829) ottennero alla Scala un clamoroso successo: la stampa milanese riconosceva in Bellini l'unico operista italiano in grado di contrapporre a Gioachino Rossini uno stile personale da cui prende la bellezza proprio quest'ultimo, basato su una maggiore aderenza della musica al dramma e sul primato del canto espressivo rispetto al canto fiorito. Meno fortuna ebbe nel 1829 Zaira, rappresentata a Parma per inaugurare il nuovo Teatro Ducale di Parma (oggi Teatro Regio di Parma) e la cui rappresentazione riscosse scarso successo. Lo stile di Bellini mal si adattava ai gusti del pubblico di provincia, più tradizionalista. Delle cinque opere successive, le più riuscite sono non a caso quelle scritte per il pubblico di Milano (La sonnambula, e Norma, entrambe andate in scena nel 1831) e Parigi (I puritani - 1835). In questo periodo compose anche due opere per il Teatro La Fenice di Venezia: I Capuleti e i Montecchi (1830), per i quali adattò parte della musica scritta per Zaira, e la sfortunata Beatrice di Tenda (1833). La svolta decisiva nella carriera e nell'arte del musicista catanese coincise con la sua partenza dall'Italia alla volta di Parigi. Qui Bellini entrò in contatto con alcuni dei più grandi compositori d'Europa, tra cui Fryderyk Chopin, e il suo linguaggio musicale si arricchì di colori e soluzioni nuove, pur conservando intatta l'ispirazione melodica di sempre. Oltre ai Puritani, scritti in italiano per il Théâtre-Italien, a Parigi Bellini compose numerose romanze da camera di grande interesse, alcune delle quali in francese, dimostrandosi pronto a comporre un'opera in francese per il Teatro dell'Opéra di Parigi. Ma la sua carriera e la sua vita furono stroncate a meno di 34 anni da un'infezione intestinale probabilmente contratta all'inizio del 1830. Bellini fu sepolto nel cimitero Père Lachaise, dove rimase per oltre 40 anni, vicino a Chopin e a Cherubini. Nel 1876 la salma fu traslata nel Duomo di Catania. Nelle varie tappe che segnarono il ritorno in Patria, il feretro del compositore fu accolto ovunque con calore e commozione. Giunto infine nella sua città natale, vennero celebrate le solenni esequie, a cui parteciparono migliaia di catanesi, alcuni parenti del compositore (tra cui due fratelli ancora in vita), e una folta rappresentanza di autorità civili, militari e religiose. In onore del ritorno in Patria delle sue spoglie la sua città natale riprodusse l'Arco di Trionfo di Parigi in ricordo del soggiorno francese del musicista. La tomba fu realizzata dallo scultore Giovanni Battista Tassara, mentre il monumento cittadino fu opera di Giulio Monteverde. Heinrich Heine lo descrive così: «Egli aveva una figura alta e slanciata e moveva graziosamente e in modo, starei per dire, civettuolo. Viso regolare, piuttosto lungo, d'un rosa pallido; capelli biondi, quasi dorati, pettinati a riccioli radi; fronte alta, molto alta e nobile; naso diritto; occhi azzurri, pallidi; bocca ben proporzionata; mento rotondo. I suoi lineamenti avevano un che di vago, di privo di carattere, di latteo, e in codesto viso di latte affiorava a tratti, agrodolce, un'espressione di dolore». Secondo Heine, Bellini parlava francese molto male, anzi: «orribilmente, da cane dannato, rischiando di provocare la fine del mondo».

Giuseppe Verdi

Giuseppe Fortunino Francesco Verdi (Le Roncole, 10 ottobre 1813 – Milano, 27 gennaio 1901) è stato un compositore italiano, considerato uno dei massimi operisti della storia, autore di melodrammi che fanno parte del repertorio dei teatri di tutto il mondo. Dominò la scena lirica dopo i grandi protagonisti del primo Ottocento, Gioachino Rossini, Gaetano Donizetti e Vincenzo Bellini, proseguendo la tradizione del teatro musicale italiano ed elaborando un linguaggio compositivo caratteristico e personale. La storiografia musicale lo ha accostato al contemporaneo Richard Wagner, esponente e riformatore dell'opera romantica tedesca, sebbene entrambi abbiano in seguito reinterpretato in forme differenti gli elementi romantici presenti nei loro melodrammi. Verdi simpatizzò con il movimento risorgimentale che perseguiva l'Unità d'Italia; per un breve periodo partecipò anche alla vita politica, assumendo una carica elettiva presso il proprio comune di residenza. Questi ideali si riflessero in parte nelle sue opere, come il Nabucco, che contiene il celebre coro Va, pensiero, e altri cori simili delle opere successive, che manifestavano molti caratteri propri dello spirito del movimento di unificazione. L'influenza musicale del compositore sui suoi successori è stata limitata, tuttavia le sue opere rimangono ancora oggi tra le più popolari, in particolare la cosiddetta "trilogia popolare": Rigoletto, Il trovatore e La traviata, composte nel "periodo di mezzo". Il bicentenario della sua nascita, nel 2013, è stato celebrato con numerosi eventi in molte parti del mondo.

Franz Liszt

Franz Liszt ( 22 October 1811 – 31 July 1886) was a Hungarian composer, virtuoso pianist, conductor, music teacher, arranger, and organist of the Romantic era. He was also a writer, a philanthropist, a Hungarian nationalist and a Franciscan tertiary. Liszt gained renown in Europe during the early nineteenth century for his prodigious virtuosic skill as a pianist. He was a friend, musical promoter and benefactor to many composers of his time, including Frédéric Chopin, Richard Wagner, Hector Berlioz, Robert Schumann, Camille Saint-Saëns, Edvard Grieg, Ole Bull, Joachim Raff, Mikhail Glinka, and Alexander Borodin. A prolific composer, Liszt was one of the most prominent representatives of the New German School (Neudeutsche Schule). He left behind an extensive and diverse body of work which influenced his forward-looking contemporaries and anticipated 20th-century ideas and trends. Among Liszt's musical contributions were the symphonic poem, developing thematic transformation as part of his experiments in musical form, and radical innovations in harmony.

Richard Strauss

Richard Georg Strauss 11 June 1864 – 8 September 1949) was a German composer, conductor, pianist, and violinist. Considered a leading composer of the late Romantic and early modern eras, he has been described as a successor of Richard Wagner and Franz Liszt. Along with Gustav Mahler, he represents the late flowering of German Romanticism after Wagner, in which pioneering subtleties of orchestration are combined with an advanced harmonic style.

Alfred Bachelet

Born in Paris, Bachelet studied at the Conservatoire de Paris with Ernest Guiraud and obtained the second Grand Prix de Rome in 1890 with his cantata Cléopâtre after a text by Fernand Beissier. He was conductor of the choir in 1907, then conductor of the Paris Opera. He served as director of the Nancy Conservatory from 1919 until his death in 1944. He was elected to the Académie des Beaux-Arts in 1929.[1] Bachelet died in Nancy on 10 February 1944.

Eva dell’Acqua

Eva Dell'Acqua was born in 1856 in Schaarbeek, Brussels, Belgium, the daughter of the Italian painter Cesare Dell'Acqua and his wife Carolina van der Elst. She composed in the Romantic style and produced orchestral works, pieces for chamber orchestra, and other works for piano and solo voice, opera and stage. Dell'Acqua's song "Villanelle" for coloratura soprano has been widely performed and recorded, and has appeared on film soundtracks including Get Hep to Love (1942) and I Married an Angel (1942). Dell'Acqua died 12 February 1930 in Ixelles, Brussels, Belgium.

Ambroise Thomas

Charles Louis Ambroise Thomas 5 August 1811 – 12 February 1896) was a French composer and teacher, best known for his operas Mignon (1866) and Hamlet (1868). Born into a musical family, Thomas was a student at the Conservatoire de Paris, winning France's top music prize, the Prix de Rome. He pursued a career as a composer of operas, completing his first opera, La double échelle, in 1837. He wrote twenty further operas over the next decades, mostly comic, but he also treated more serious subjects, finding considerable success with audiences in France and abroad.

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