Gala Lirica Sinfonico

Orchestra Filarmonica di Benevento
Teatro Umberto Giordano di Foggia
http://www.ofbn.it

Benevento
  • Direttore Francesco Ivan Ciampa
  • dicembre 2016
    01
    giovedì
    17:09 > 20:09
    3 ore
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Gala Lirica Sinfonico

Programma

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FoggiaZon
Fabrizio Simone
Jessica Pratt e l’OFB incantano il Giordano
Che la Pratt canti Mozart o canti Donizetti, il risultato è sempre lo stesso: il pubblico va letteralmente in delirio, travolgendo il soprano con applausi fragorosissimi. Così è stato al termine della prima aria della Regina della Notte e ancora di più dopo Der Holle Rache Kocht in meinem Herzen, ma la ”Scena della pazzia” è stata salutata con un’ovazione ancor più frenetica. Dopo ben tre chiamate sul palco, la Pratt ha regalato un bis, Summertime (sempre di Gershwin), al quale il pubblico ha risposto con un ulteriore plauso entusiastico.

Brani

Il dolce suono mi colpì di sua voce

tratto da Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti
Sinossi
Non disponibile in italiano
Raimondo has just interrupted the marriage celebrations to tell the guests that Lucia has gone mad and killed her bridegroom Arturo. Lucia enters. In the aria she imagines being with Edgardo, soon to be happily married.
Testo
RAIMONDO Eccola! CHORUS Oh giusto cielo! Par dalla tomba uscita! LUCIA Il dolce suono mi colpì di sua voce!...Ah, quella voce m'è qui nel cor discesa! Edgardo, io ti son resa, Edgardo, ah, Edgardo mio! Sì, ti son resa, fuggita io son da' tuoi nemici. Un gelo mi serpeggia nel sen! Trema ogni fibra!...Vacilla il piè! Presso la fonte meco t'assidi alquanto. Ohimè! Sorge il tremendo fantasma, e ne separa! Ohimè! Ohimè! Edgardo! Edgardo! Ah! Il fantasma ne separa! Qui ricovriamo, Edgardo, a piè dell'ara. Sparsa è di rose!...Un'armonia celeste, di', non ascolti? Ah! L'inno suona di nozze! Il rito per noi s'appresta!...Oh me felice! Edgardo, Edgardo, oh me felice! Oh, gioia che si sente e non si dice! Ardon gli incensi...splendon le sacre faci, splendon intorno! Ecco il Ministro! Porgimi la destra...Oh, lieto giorno! Alfin son tua, alfin sei mio, a me ti dona un Dio.

O zittre nicht

tratto da Die Zauberflöte di W. A. Mozart
O zittre nicht, mein lieber Sohn (Oh, non tremare mio caro figliuolo) è la prima aria cantata dalla Regina della Notte nel Flauto magico. Sebbene non sia famosa quanto la seconda aria intonata dal personaggio, Der Hölle Rache kocht in meinem Herzen, è pur sempre un'aria piuttosto impegnativa che richiede un soprano di coloratura con una tessitura estremamente alta e una grande flessibilità vocale. Il soprano solista (cui è richiesta un'estensione da Re3 a Fa5) canta insieme a un'orchestra composta da archi e coppie di oboi, fagotti e corni. Il pezzo è diviso in tre parti, ciascuno in una tonalità diversa: 1) recitativo (si bemolle maggiore). Teoricamente sarebbe la prosecuzione dell'Allegro maestoso precedente, ma di solito è eseguito a tempo libero. 2) prima parte dell'aria, Andante in sol minore. 3) seconda parte dell'aria, Allegro moderato di nuovo in si bemolle maggiore. Nella terza parte l'aria raggiunge un alto livello di virtuosismo, culminante in una coloratura molto impegnativa.
Testo
O zittre nicht, mein lieber Sohn! Du bist ja schuldlos, weise, fromm. Ein Jüngling, so wie du, vermag am besten Dies tiefbetrübte Mutterherz zu trösten. Zum Leiden bin ich auserkoren, Denn meine Tochter fehlet mir; Durch sie ging all mein Glück verloren: Ein Bösewicht entfloh mit ihr. Noch sehe ich ihr Zittern, Mit bangem Erschüttern Ihr ängstliches Beben, Ihr schüchternes Streben. Ich musste sie mir rauben sehen: »Ach helft! « war alles, was sie sprach; Allein, vergebens ward ihr Flehen, Denn meine Hilfe war zu schwach. Du wirst sie zu befreien gehen, Du wirst der Tochter Rettet sein. Und werd ich dich als Sieger sehen, So sei sie dann auf ewig dein.

Die Holle rache

tratto da Die Zauberflöte di W. A. Mozart
Non disponibile in italiano
"Der Hölle Rache kocht in meinem Herzen" ("Hell's vengeance boils in my heart"), commonly abbreviated "Der Hölle Rache", is an aria sung by the Queen of the Night, a coloratura soprano part, in the second act of Mozart's opera The Magic Flute (Die Zauberflöte). It depicts a fit of vengeful rage in which the Queen of the Night places a knife into the hand of her daughter Pamina and exhorts her to assassinate Sarastro, the Queen's rival, on pain of denying and cursing Pamina if she does not comply. "Der Hölle Rache" is one of the most famous of all opera arias, memorable, fast paced and menacingly grandiose. It is often referred to as the "Queen of the Night's Aria"' despite the fact that the Queen sings another distinguished aria earlier in the opera, "O zittre nicht, mein lieber Sohn". The aria is written in D minor, and is scored for pairs of flutes, oboes, bassoons, horns, and trumpets, along with timpani and the string section. This is a larger orchestra than for "O zittre nicht" and comprises all the players from the opera as a whole, except the clarinets and trombones. The aria is renowned as a demanding piece to perform well. The aria's vocal range covers two octaves, from F4 to F6 and requires a very high tessitura. Bauman has expressed particular admiration for one moment in the score. At the climax of the aria, the Queen sings the words "Hört, hört, hört!" solo, in alternation with loud chords from the orchestra. The first two syllables are sung to D and F, suggesting to the listener a third one on A, completing the D minor triad. But, as Bauman writes: Mozart's masterstroke is the transformation he brought about by moving from the third degree to the flat sixth rather than to the fifth. ... No matter how often one hears this passage ... one is led by musical logic to expect, after D and F, A. But the Queen sings a terrifying B? instead.[1] The effect is accompanied by unexpected Neapolitan harmony in the orchestra, with all the violins playing in unison high on the G string to intensify the sound.[2]
Testo
Der Hölle Rache kocht in meinem Herzen, Tod und Verzweiflung flammet um mich her! Fühlt nicht durch dich Sarastro Todesschmerzen, so bist du meine Tochter nimmermehr. Verstoßen sei auf ewig, verlassen sei auf ewig, zertrümmert sei'n auf ewig alle Bande der Natur. wenn nicht durch dich Sarastro wird erblassen! Hört, hört, hört, Rachegötter, hört, der Mutter Schwur!

Gaetano Donizetti

Domenico Gaetano Maria Donizetti (Bergamo, 29 novembre 1797 – Bergamo, 8 aprile 1848) scrisse più di settanta opere, oltre a numerose composizioni di musica sacra e da camera. Le opere del Donizetti oggi più sovente rappresentate nei teatri di tutto il mondo sono L'elisir d'amore, la Lucia di Lammermoor e il Don Pasquale. Con frequenza sono allestite anche La fille du régiment, La Favorite, la Maria Stuarda, l'Anna Bolena, la Lucrezia Borgia e il Roberto Devereux. Nato a Bergamo il 29 novembre 1797, fu ammesso alle lezioni caritatevoli di musica tenute da Giovanni Simone Mayr e Francesco Salari. Fu proprio il Mayr ad aprire all'allievo prediletto le possibilità di successo, curandone prima la formazione e affidandolo poi alle cure di Stanislao Mattei. A Bologna, dove proseguiva gli studi musicali, il Donizetti scrisse la sua prima opera teatrale, Il Pigmalione. La rappresentazione "Enrico di Borgogna" a Venezia nel 1818, segnò il suo esordio teatrale. Firmato nel 1827 un contratto con l’impresario Domenico Barbaya, Donizetti si stabilì a Napoli, raggiungendo il grande successo con "Anna Bolena" ed "Elisir d’Amore". Nel 1829 era stato nominato direttore dei Teatri Reali di Napoli e, nel 1834, accettò la Cattedra di Composizione al Conservatorio della stessa città. Nel 1832, alla morte di Vincenzo Bellini, nonostante l'antipatia dimostrata in vita nei confronti del musicista, Donizetti gli dedicò una Messa da Requem. Nel 1835, Donizetti fece rappresentare a Napoli la "Lucia di Lammermoor" e, mentre la vita professionale del compositore andava a gonfie vele, venne colpito da una serie di lutti: in pochi mesi morirono il padre, la madre e la seconda figlia. Donizetti interruppe ogni sua attività in Italia per recarsi a Parigi, su consiglio di Gioachino Rossini. Nonostante la sfortuna continuasse a perseguitare il musicista con la morte della moglie e di un'altra figlia, Gaetano Donizetti curò il dispiacere e la solitudine componendo in pochi anni "Don Pasquale", "Don Sebastiano del Portogallo", "Linda di Chamounix", "Maria di Rohanna" e il "Conte di Chalais". Nel 1842 ricevette a Vienna l’ambita nomina di Maestro di Cappella di Corte, ma la sua salute, peggiorò sempre di più ed alla fine fu internato nel manicomio di Ivry-sur-Seine. Nel 1847, Donizetti,trasportato a Bergamo, fu accolto dai baroni Basoni Scotti, che lo assistettero fino alla morte, sopravvenuta l'8 Aprile 1848.

W. A. Mozart

Wolfgang Amadeus Mozart, nome di battesimo Joannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus Mozart (Salisburgo, 27 gennaio 1756 – Vienna, 5 dicembre 1791), è stato un compositore, pianista, organista, violinista e clavicembalista austriaco a cui è universalmente riconosciuta la creazione di opere musicali di straordinario valore artistico. Mozart è annoverato tra i più grandi genî della storia della musica, dotato di raro e precoce talento. Iniziò a comporre prima di aver compiuto 6 anni (la sua prima composizione, un minuetto per clavicembalo, risale al gennaio 1762) e morì all'età di trentacinque anni, lasciando pagine indimenticabili di musica, tant'è che è stato definito dal Grove Dictionary come "il compositore più universale nella storia della musica occidentale": la sua produzione comprende musica sinfonica, sacra, da camera e opere di vario genere. Fu il primo, fra i musicisti più importanti, a svincolarsi dalla servitù feudale e a intraprendere una carriera come libero professionista. È uno dei massimi esponenti del classicismo musicale settecentesco. Nella letteratura musicologica, insieme a Franz Joseph Haydn e Ludwig van Beethoven, costituisce la triade che prende il nome di Prima scuola di Vienna. Il nome I nomi assegnati al piccolo Mozart furono: Joannes Chrysostomus, perché il bambino nacque il 27 gennaio, giorno di san Giovanni Crisostomo; Wolfgangus (letteralmente: «camminare come un lupo»), nome del nonno materno, Wolfgang Nikolaus Pertl (1667 – 1724); Theophilus, nome del padrino, Johann Theophilus Pergmayr, commerciante e consigliere civico. Il padre Leopold chiamava familiarmente suo figlio Wolferl. Il nome Amadeus è la traduzione latina del nome Theophilus successivamente (dal 1771) fu chiamato anche Amadè. Nei primi anni il padre usò inoltre, in alcune lettere, la versione tedesca del nome, ossia Gottlieb. Sembra che Mozart patisse una certa insofferenza per la desinenza '-us' apposta alla fine dei suoi nomi, tanto che a volte si firmava con enfasi scherzosa: Wolfgangus Amadeus Mozartus.

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